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La regione Piemonte riserva il 30% dell’addizionale Irpef e cultura e turismo
Data: 13.06.2012

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La crisi non demorde e mentre si decide quanto e dove tagliare fondi alla scuola, una buona notizia per la cultura arriva in Piemonte: lo scorso 23 aprile, infatti, il Consiglio Regionale ha stabilito che il 30% dell’addizionale Irpef indirizzato alla regione – stimato in un introito di circa 60 milioni di euro per il 2012 – sarà destinato a cultura, turismo e sport.
La proposta avanzata dalla giunta era all’inizio quella di riservare il 20% a questo progetto; un emendamento del Pdl, accolto in modo unanime da tutte le forze politiche, ha permesso di alzare la quota al 30%.
Fa riflettere e ben sperare la dichiarazione dell’assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia: “Legare gli investimenti nella cultura alla promozione turistica è un fatto imprescindibile. E’ difficile tenere aperti i musei se non li riempi con i turisti. L’affermazione suona tanto vera quanto scontata e si può solo tirare un sospiro di sollievo di fronte al fatto che finalmente qualcuno ci abbia pensato e abbia preso provvedimenti tangibili.
Che il turismo sia una risorsa vitale per il nostro paese, infatti, dovrebbe essere una consapevolezza di tutti. L’Italia custodisce e offre ovunque ricchezze storiche e artistiche di enorme valore, non solo nei grandi centri, ma anche in zone periferiche. Senza contare i parchi e le bellezze naturali e paesaggistiche. La nota dolente è che la mancanza di fondi spesso ne causa il degrado, direttamente legato alla successiva dimenticanza e alla scarsa frequentazione. E’ dunque una scelta saggia, di questi tempi, tentare di unire due forze come quella del turismo e della cultura. Tanto più se la promozione turistica sarà capace di tramutarsi anche in occasione per far conoscere ai cittadini il proprio patrimonio, stimolando la curiosità su musei e beni artistici, paesaggistici e architettonici che spesso rimangono trascurati anche da coloro che vi abitano a due passi.
A questo finanziamento devono seguire però delle pianificazioni, affinché non capiti ciò che troppo spesso succede e cioè che questi soldi vengano dispersi in progetti fumosi senza esito effettivo o che, cosa ancora peggiore, se ne perdano le tracce.
Insomma, la Regione Piemonte sembra avere tutte la carte in regola per diventare un esempio virtuoso in un momento difficile, dimostrando che con la cultura, se sfruttata nel modo giusto, si può crescere…e non solo in termini economici.





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