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MAXXI Assurdità Beckettiana o magia russa? Storia di una diffamazione
Data: 16.04.2012

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Una atipica festa a sorpresa a dir poco efferata, quella che si sta tramando alle spalle del MAXXI di Roma che tra poco più di un mese compirà due anni! Due anni di vita operosa tra le innumerevoli esposizioni, conferenze, incontri (48 mostre, oltre 300 eventi prodotti e ospitati) e soprattutto uno strepitoso afflusso di pubblico: 765 mila visitatori dall’apertura al 31 dicembre 2011. Per non parlare dei 10.300 ingressi al MAXXI B.A.S.E. con 5.160 tesserati, dei 130 utenti al giorno, delle 182.531 consultazioni e delle 27.585 visite all’Archivio web del MAXXI B.A.S.E. L’elenco diffuso dalla fondazione MAXXI è ancora lungo, ma già questi numeri parlano chiaro. Eppure al MiBAC sembra non bastare. Come sembra non essere sufficiente la capacità di autofinanziamento del museo pari a circa il 50% dell’intero budget, in un momento in cui proprio lo Stato ha deciso di decurtare del 43% i suoi fondi - passando dai 7 milioni di euro del 2010 ai 4 milioni del 2011 - a sostegno di una realtà di cui, è bene ricordarlo, è proprietario. La notizia scioccante che ha coinvolto il museo romano in un vortice diffamatorio di portata internazionale, mettendo in ridicolo anche chi, come artisti, galleristi, curatori nazionali, a fatica lavora ogni giorno per garantirsi una credibilità nel mondo, sembra non avere alcun fondamento, anzi peggio, sembra essere falsa.

Madre o matrigna? Viene da pensare ancora una volta. Infatti, la comunicazione del commissariamento del MAXXI è stata data dalla stampa mentre il Consiglio di Amministrazione della fondazione (composto da Pio Baldi, Presidente, Roberto Grossi, Vicepresidente e Stefano Zecchi, Consigliere) attendeva proprio una risposta dal Ministero circa l’ammontare del finanziamento pubblico per il prossimo anno. Qualcosa non torna. Cerchiamo di capire. Il commissariamento è dovuto, secondo il MiBAC, al buco nel bilancio consuntivo del museo per l’anno 2011 di 700 mila euro e da un deficit di 11 milioni di euro nel bilancio preventivo del prossimo triennio. Ma Pio Baldi, nella conferenza stampa dello scorso 14 aprile indetta per far fronte a questo vortice di notizie che, in poche ore ha fatto il giro del mondo, ha spiegato: “Non c’è nessun buco nei bilanci 2010 e 2011 del MAXXI. Il disavanzo di 700 mila Euro dell’esercizio 2011, dovuto in parte ai tagli lineari effettuati in corso d’anno dal precedente Governo, è stato coperto grazie all’attivo dei bilanci 2009 e 2010 (pari a 2.384.278 Euro). Questo significa buona gestione – continua - per garantire continuità e livello dell’offerta”.

E rispetto alla questione deficit del bilancio preventivo chiarisce: “Chi parla di una previsione di perdite pari a 11 milioni di Euro nel prossimo triennio, confonde deficit con fabbisogno futuro”. Come spiega, infatti anche Stefano Zecchi, il CDA sembra attendesse una risposta più volte sollecitata in merito agli stanziamenti che il Ministero stesso aveva previsto. “Il CDA non ha ricevuto risposta né a due lettere inviate al Ministro Galan né alle accorate sollecitazioni rivolte all’attuale Ministro.” Ma se le cose stanno così, ed i numeri dichiarati dal CDA del MAXXI lo attestano, la procedura di commissariamento del museo non solo sembra non avere nessun fondamento economico, ma anzi sembra quasi essere stata indotta dal ritardo del MiBAC (azionista unico della fondazione) nello stanziamento dei fondi. Dunque, siamo di fronte ad uno Stato che commissaria se stesso, ma non stiamo leggendo un copione di Beckett: eccoci ancora una volta al cospetto di una paradossale aporia in un Paese in cui, si sa, non tutte le domande, hanno sempre una risposta.

Quindi, per chiarire, mentre il ministro Lorenzo Ornaghi dichiara a «Il Sole24 Ore»: “Per la Fondazione e il museo nessun pericolo di chiusura, l'avvio delle procedere di commissariamento è stato deciso proprio per salvaguardare questa importante fondazione culturale italiana e il suo sviluppo futuro - sottolineando - È una questione che ho molto a cuore”, la notizia ha già fatto il giro del mondo rischiando di danneggiare la credibilità internazionale del museo, i rapporti con sponsor e finanziatori privati e quelli con la Regione Lazio, che dallo scorso dicembre è un nuovo socio fondatore promotore della Fondazione MAXXI. A farne le spese, quindi, di nuovo è il futuro della programmazione. Non resta da chiedersi dunque, come suggerisce il Professor Zecchi “Cosa intenda fare il Ministro del MAXXI costato alla comunità 150 milioni di euro? E se - inoltre - all’ipotetico Commissario a cui verrebbe affidato la governance del Museo siano stati promessi i soldi necessari al funzionamento del Museo. O tra i suoi compiti c’è quello di vendere o – peggio ancora - abbattere il MAXXI?” Tuttavia, per dirla con Vladimir Propp, c’era da aspettarselo. Sì, un copione già letto nella sostanza (quando c’è di mezzo la cultura), con qualche variante di forma (lo sventurato protagonista assume nomi diversi). Ma anche se non siamo in Russia e se quella appena narrata non è una storia di magia, tuttavia il MAXXI “eroe”, nonostante abbia superato brillantemente innumerevoli “prove” è ancora colpito dai tranelli di un “antagonista” mascherato – in questo caso - da “aiutante”. Che almeno il finale, però, sia quello delle fiabe russe, dove l’equilibrio è sempre ristabilito!








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