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MUSIKEY MARZO 2009
Autore: Mdi Ensemble
Data: 11.03.2009

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Questo mese...
  • Mdi Ensemble si presenta: Botta e risposta con Paolo Fumagalli, violista dell'ensemble
  • Tema del mese: Musica e tecnologia - La musica elettroacustica ed elettronica
  • di Alberto Moretto
  • Il compositore: intervista a Emanuele Casale




paolofumagalliBotta e risposta con... Paolo Fumagalli

Nome: Paolo

Cognome: Fumagalli

Età: 30

Qual è il tuo ruolo in Mdi Ensemble? Sono il violista dell'ensemble ma svolgo anche i compiti di organizzazione e ricerca contatti.

Quale il tuo primo approccio alla musica contemporanea e a Mdi Ensemble?
Fino al 2002, anno in cui sono stato chiamato proprio da Mdi Ensemble per l'esecuzione di un quintetto contemporaneo, non avevo mai suonato musica di questo tipo e l'esperienza mi è sembrata fin da subito interessante e coinvolgente.
Inizialmente Mdi, allora Musica d'Insieme per esteso, si proponeva come quintetto (oggi siamo in sei), ma senza la viola in organico. Poi però una commissione della Fondazione Micheli a Jorge Lopez fece sì che Mdi avesse urgenza di lavorare con un violista. Lopez infatti è un compositore che nelle sue opere predilige l'impiego degli archi scuri, raramente scrive per violino, utilizza molto di più viole, violoncelli e contrabbassi. Se devo essere sincero non ho accettato immediatamente l'ingaggio perché la parte era veramente difficile; ho saputo solo più tardi che erano stati in molti a rifiutare la proposta proprio per questo motivo. Dopo un paio di giorni di full immersion ho capito però che avrei potuto farcela e ho dunque accettato di far parte del gruppo di buon grado.

Quali le differenze strumentali con il repertorio classico?
Beh, parecchie. La tecnica classica risulta la base su cui poi costruire lo studio della musica contemporanea. Attraverso quest'ultima, che impiega lo strumento nei modi più disparati, richiedendo suoni ed effetti molto particolari, mi accorgo di scoprire sempre cose nuove. Dopo tanti anni mi rendo conto ad esempio di conoscere la tastiera della viola in modo diverso, sicuramente più completo; spesso poi per raggiungere un suono desiderato nella musica contemporanea devo ragionare molto di più, la concentrazione richiesta è massima, le cose non vengono spontaneamente. Il rapporto con lo strumento diventa davvero viscerale, appassionante ed appare chiaro che alcune difficoltà tecniche del repertorio classico non sono poi così insormontabili.

Come ti senti quando devi suonare musica contemporanea davanti al pubblico, in concerto?
Mi sento responsabile nei confronti del pubblico in sala. Dò tutto me stesso per poter offrire a chi mi ascolta un buon concerto.
La musica contemporanea ha bisogno di vedere riconosciuta l'autorevolezza che le è propria, si basa su tanto studio, gran fatica e molto lavoro: solo se ci si pone in modo serio si può dare la giusta chiave di lettura di questa musica al pubblico, senza cadere in luoghi comuni ed esecuzioni banali e superficiali. Non si tratta di suonare e basta, ma di portare attraverso la musica un messaggio all'ascoltatore, messaggio che non è dato, né dichiarato, ma va interpretato e capito attraverso le note, in profondità. Un impegno notevole quello del musicista dunque che per primo deve portare il giusto rispetto per la musica, al fine di poterla poi far apprezzare agli altri.

Trovi soddisfazione nella musica contemporanea?
Le soddisfazioni ci sono e sono parecchie, soprattutto al termine di un'esecuzione di musica contemporanea che ritengo assai impegnativa dal punto di vista concettuale.
Del resto quando si suona bene si è sempre soddisfatti, qualsiasi genere di musica si esegua.

Cosa pensi di chi si decide di assistere ad un concerto di musica contemporanea?
Credo che si tratti di soggetti curiosi, interessati all'arte del proprio tempo, desiderosi di viverla da vicino, di immergersi nei suoni del presente. Persone di mentalità aperta, disponibili al nuovo, interessati al diverso e all'inusuale.

Cosa consigli a chi non ha mai ascoltato musica contemporanea? Parecchi ascoltatori profani di musica contemporanea vengono ai concerti sperando che arrivi presto quel momento dove emerge una melodia carina, riconoscibile, o un'armonia tonale, confortante, ma anche un ritmo preciso che scandisca il tempo... se quel momento non arriva rimangono un po' delusi. Ma è normale. Dopo oltre 400 anni di tonalità, armonia e melodia di un certo tipo non bastano pochi decenni per cambiare l'approccio alla musica. Tutti abbiamo bisogno di certezze, e le cerchiamo anche nella musica di oggi, ma l'ascoltatore dovrebbe solo accettare il fatto che queste certezze non esistono, nella quotidianità come nella musica, che quest'ultima è semplicemente una manifestazione della nostra realtà, con tutte le paure e le angosce che racchiude. E proprio per questo merita di essere apprezzata.

Come lo convinceresti ad ascoltare musica contemporanea?
Non ne ho idea...Gli pago la cena dopo il concerto?!? A parte gli scherzi, siamo in un momento in cui la montagna e Maometto si devono un po' mettere d'accordo! Se entrambi (musicisti e pubblico) si aspettano che l'altro faccia il primo passo non succederà mai nulla. Sicuramente pensare a dei concerti in veste meno canonica e istituzionale può aiutare la gente a familiarizzare con la musica contemporanea; la gente dal canto suo deve mostrarsi rispettosa, paziente. La musica contemporanea ha mille facce, è carica di sfumature e di possibilità espressive; se si ascolta un concerto si ha solo una versione di come si scrive musica oggi.
Spesso non si offre nemmeno una seconda possibilità...

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I concerti
Dal 26 Gennaio al 4 Aprile 2009, Festival Mico - Bologna Si inaugura la quarta edizione di Mico – Musica Insieme Contemporanea 2009, il festival dedicato alla musica dei nostri giorni, con il fondamentale contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna.

Da Novembre 2008 a Maggio 2009
, Festival COSE – Roma Secondo anno per l’ edizione COSE di Roma
COSE è un festival costruito su appuntamenti settimanali dedicati al mondo delle espressioni artistiche più disparate, il jazz, l’ improvvisazione, la musica contemporanea, l’ arte visuale, la danza, la letteratura, il teatro, la sperimentazione e le connessioni in genere.
Ogni lunedì a partire dalle ore 21, presso il Centro di Cultura Rialto Santambrogio, piccole formazioni provenienti da tutto il mondo, recital solitari, inediti connubi danzatori-musicisti, attori-musicisti e tanto altro ancora, si alterneranno stravolgendo con le loro performance, assolutamente uniche, le notti romane.



Edizioni discografiche


Elektramusic etichetta web dedicata alla musica contemporanea, sperimentale ed elettroacustica, a compositori e sound artisti emergenti

Atopos
Atopos musica classica contemporanea – rare registrazioni di moderni compositori ed interpreti


Contempo

Classica e contemporanea, database partiture, dischi, news






Tema del mese - Musica e Tecnologia, La musica elettroacustica ed elettronica di Alberto Moretto

L’ondata tecnologica che nell’ultimo secolo ha investito ogni campo della quotidianità, non ha lasciato indifferente lo psichedelico panorama artistico, ed in particolare il capriccioso e cangiante universo musicale ha trovato nell’elettronica e nella multimedialità potenti alleati per sfuggire una tradizione millenaria troppo opprimente, per ritrovare il sapore del nuovo e dell’inesplorato.

La sinergia tra ricerca musicale, scientifica e tecnologica ha dato vita, a partire dalla metà del ‘900, a nuovi linguaggi di altissimo lignaggio artistico. Tra questi, rivestono oggi ruoli di rilevanza la musica elettroacustica e la musica elettronica di matrice classica occidentale. Questi generi, per troppo tempo considerati i figli minori dell’arte sonora, nascono nell’immediato dopoguerra in due illustri centri, eredi delle più radicate ed imponenti tradizioni musicali secolari: Parigi e Colonia.

Nella capitale francese, si forma ad opera di Pierre Schaeffer e Pierre Henry la musica concreta, prima manifestazione del filone elettroacustico: elementi sonori presi in prestito da rumori preesistenti, vengono registrati su nastro e poi modificati, montati ed elaborati, liberi da ogni forma di notazione musicale. Non è nell’estetica che vanno ricercati i meriti della musica concreta, ma in quello spregiudicato atteggiamento di ricerca che, decaduta ogni inibizione artistica, si proietta verso un futuro gravido di trasformazioni.

Negli stessi anni a Colonia, fulcro pulsante dell’innovazione musicale mitteleuropea, il giovanissimo compositore Karlheinz Stockhausen, con l’aiuto del teorico Erbert Eimert, giunge a risultati sorprendenti, grazie a procedimenti concettuali diametralmente opposti a quelli parigini. Continuando l’opera di Schoenberg e Webern, le opere realizzate riescono a fondere in una densa materia compositiva suoni elettronici prodotti da generatori e sintetizzatori con elementi preesistenti, frammentati e scomposti in luminose schegge sonore.

I compositori che hanno però maggiormente contribuito all’affermazione della musica elettronica, sono italiani: Bruno Maderna, Luciano Berio e Luigi Nono. Nelle loro opere, sapori remoti e violente scosse di modernità si fondono mirabilmente in quelli che possono essere contemplati come i capolavori del secolo appena trascorso. Ne è un esempio Musica su due dimensioni (1958) di Bruno Maderna, in cui la voce emozionale e sfuggente del più antico tra gli strumenti, il flauto, si avvolge calda alle sonorità moderne del nastro magnetico, in un gioco ipnotico, a tratti regolato, a tratti aleatorio. Rivolgendo poi uno a sguardo all’opera di Luigi Nono, lontano da uno sperimentalismo fine a sé stesso, il grande compositore italiano raggiunge livelli artistici impareggiabili di espressività, superando ogni barriera di categoria, lasciando tracce indelebili della musica elettronica nella storia della più evanescente tra le arti.

La ricerca nel campo dei rapporti tra musica e tecnologia può considerarsi oggi tutt’altro che conclusa. I frutti di questi interessanti studi arricchiscono di scoperte sorprendenti il panorama musicale contemporaneo, nell’attesa di un futuro in cui ogni barriera concettuale ed emotiva potrà essere abolita e l’uomo potrà finalmente riconoscersi nella sua opera più intrinsecamente vicina alla creazione divina: l’arte.


Il compositore: intervista a Emenuele Casale foto di Alfonso Marini Rubiera, 2007immagine_400


Emanuele Casale, siciliano, vincitore di numerosi concorsi internazionali di composizione (il premio
Irino di Tokyo, il Reading Panel di Parigi, Il premio UNESCO Irem e altri ancora), docente di composizione elettroacustica e sound design al Conservatorio di Palermo, collabora con Mdi Ensemble da quattro anni. Oggi si racconta a Musikey attraverso una breve intervista.


MUSIKEY:
Come è nata la passione per la composizione e come è diventata in seguito il tuo mestiere?
E.C.:
Non ricordo come e da dove è scaturita la passione per la composizione, forse semplicemente dalla curiosità. Anche quando ero bambino ero molto curioso; volevo continuamente sperimentare e scoprire novità. Poco a poco ho applicato queste mie attitudini alla musica.... Insomma sono passato gradualmente dal rompere i giocattoli (per vedere com'erano fatti dentro) all'indagare sul suono. Poi le prime soddisfazioni e, in seguito, le commissioni, i rapporti con bravissimi musicisti e l'insegnamento.


MUSIKEY: Quale una delle più significative soddisfazioni legata ad un brano di tua composizione?
E.C.:
La soddisfazione più grande, anzitutto, è interiore, cioè quando il lavoro finale pulsa all'unisono con l'idea creativa originale, con le mie aspettative. Per quello che riguarda le affermazioni "esteriori", certamente vi sono i premi raggiunti ed anche la composizione di un brano per riapertura del teatro La Fenice di Venezia.


MUSIKEY: Scrivi su committenza o su ispirazione personale?
E.C.: Entrambe le cose. Dipende dai casi e dai momenti. Per quanto riguarda la committenza scrivo per ensemble, enti, fondazioni o orchestre.


MUSIKEY: Una definizione per la tua musica?

E.C.: I miei lavori non hanno tutti lo stesso stile. In alcuni periodi sperimento sul suono, sull'elettronica, in altri periodi sul senso del gioco. Comunque se devo trovare un'espressione unica potrei dire "musica d'avanguardia e di retroguardia".


MUSIKEY: Ci sono degli elementi compositivi che usi più di altri e che ricorrono nei tuoi brani? Di cosa si tratta? Per quale motivo li prediligi ad altri?
E.C.: In certi brani ho lavorato sull'ironia e la teatralità, in altri sulla sensualità... Poi c'è anche la ricerca in campo timbrico, attuata per mezzo dell'elettronica.


MUSIKEY
:Qual è il tuo compositore preferito?A cosa ti ispiri quando componi? Quali sono i tuoi modelli (se ne hai)?

E.C.: Dipende dai periodi e dagli stati d'animo. I miei compositori preferiti sono curiosi e comunicatori di energia creativa, per esempio Ligeti e Adams. I modelli a cui mi ispiro ci sono stati, ma attualmente cerco di seguire percorsi più personali.

MUSIKEY:Il teatro musicale aiuta il pubblico ad avvicinarsi alla musica contemporanea rispetto al repertorio sinfonico?
E.C.: Il panorama è molto vasto... In generale il pubblico meno esperto è aiutato dalle immagini....Piuttosto che i lavori teatrali, credo che oggi certi lavori multimediali possano aiutare ad avvicinare meglio il pubblico alla sperimentazione musicale.


MUSIKEY
: Cosa suggeriresti ad un comune ascoltatore che ha difficoltà ad avvicinarsi alla musica contemporanea?
E.C.:
Potrei solo dirgli di guardare oltre e di non fermarsi ad ascoltare soltanto le solite musiche proposte dai mass media.


MUSIKEY
: I tuoi prossimi progetti?
E.C.: Sono tanti. Diversi impegni in Europa e negli Stati Uniti con ensemble e fondazioni; poi un'opera musicale che sto scrivendo per il festival REC di Reggio Emilia, basata sul pensiero politico del professor Noam Chomsky. Nell'opera prendo di mira il mondo dei mass media e la loro influenza negativa sulla cultura delle persone. I media, secondo Chomsky, sono uno strumento che serve a fabbricare il consenso utile alle classi politiche e imprenditoriali dominanti.


MUSIKEY:
E con Mdi Ensemble? Quale il tuo rapporto con i membri del gruppo?
E.C.: In questo momento attraversiamo una fase di intensa collaborazione. Nel 2010 pubblicherò con loro un CD monografico che uscirà per casa Ricordi, nella collana Ricordi Oggi. Recentemente abbiamo lavorato tutti insieme, faticosamente, in sala di registrazione, con il direttore giapponese Yoichi Sughiama... hanno fatto un lavoro ammirevole. Per me Mdi Ensemble è il gruppo italiano più promettente nell'attuale panorama della musica contemporanea. Hanno suonato musiche già scritte prima della mia collaborazione con loro, le hanno affrontate con grande professionalità.



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I siti
http://www.mdiensemble.com
http://www.emanuelecasale.it

http://www.suonoelettronico.com

http://www.elektramusic.com

http://www.atoposmusic.com
http://www.contemponet.com


Il libro – Millesuoni. Deleuze, Guattari e la musica elettronica
a cura di Paci Dalò R. - Quinz E.; e
ditore: Cronopio; collana: Virus

Questo volume offre al pubblico italiano la storia dell'incontro tra la filosofia di Deleuze e Guattari e la musica elettronica. Una storia che comincia, forse, quando Deleuze partecipa nel 1972 alla registrazione del disco Electronique Guerrilla del gruppo rock sperimentale Heldon, prestando la sua voce a un frammento di Umano, troppo umano di Nietzsche. Per ripercorrere questa storia, complessa e ricca, Emanuele Quinz esplora alcuni concetti-chiave a partire dai quali Deleuze e Guattari hanno elaborato la loro riflessione sulla musica. Seguono una serie di analisi (Murphy, Cox, Franck), derivate da ambiti geografici e teorici diversi, che disegnano la storia dell'impatto del pensiero dei due filosofi sulla musica elettronica sperimentale. I testi di Hinant, Szepanski e l'intervista a Paul D. Miller, alias Dj Spooky, introducono le testimonianze di chi ha integrato il pensiero di Deleuze e Guattari nella pratica della produzione musicale. Chiude il volume un contributo di sole immagini di Roberto Paci Dalò.

In evidenzaDiploma accademico di II livello in Discipline musicali ad indirizzo tecnologico

Ebbene sì, la musica elettronica si studia al Conservatorio. L'indirizzo tecnologico della laurea magistrale in discipline musicali è stato introdotto per formare figure professionali competenti nell'ambito del repertorio contemporaneo che spesso prevede l'utilizzo dell'elettronica per comporre e creare i suoi suoni, ed esperti in elettroacustica.


Gli obiettivi formativi di questi corsi sono essenzialmente finalizzati alla conoscenza del repertorio tipico della musica acusmatica, elettroacustica ed elettronica; di quello cameristico e orchestrale contemporaneo che preveda la presenza dell’elettroacustica nei suoi molteplici aspetti; delle tecniche legate all’esecuzione del repertorio contemporaneo; delle teorie e delle nuove pratiche musicali legate all’improvvisazione contemporanea.

Proprio per raggiungere questi obiettivi all'interno del corso è previsto lo studio di molteplici discipline che in varie sfaccettature sviluppano il tema della musica elettronica: s
toria e analisi del repertorio elettroacustico, analisi delle forme compositive elettroacustiche, semiografia della musica, analisi delle tecnologie della musica elettroacustica, tecniche di composizione musicale elettroacustica, modelli di analisi, rappresentazione e trattamento digitale del suono, elettroacustica e sistemi elettroacustici e molte altre ancora.


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L'informatica per la musica elettronica

I programmi informatici più diffusi impiegati per la realizzazione dei suoni elettronici nella musica contemporanea sono Max/Msp, Cubase VST per il MIDI e l’audio, Finale per la notazione, Csound per la sintesi e il pacchetto software del Forum IRCAM.
  • Max/Msp è un software di programmazione a interfaccia grafica per la sintesi e il controllo di eventi MIDI (ora anche audio con il nuovo set di estensioni MSP) in tempo reale; è lo standard per qualunque interazione dal vivo con gli strumenti elettronici ed informatici.
  • Cubase VST è un sequencer audio-midi tra i più diffusi; per primo ha introdotto il concetto di VST (Virtual Studio Technology) integrando il trattamento di dati MIDI e dati audio in un’architettura aperta in continua evoluzione basata su plug-ins che vengono aggiunti al programma base per rispondere a esigenze specifiche.
  • Finale è il programma più diffuso per la notazione musicale al computer. Nella recente versione Finale ha raggiunto un livello di semplicità impensabile per un programma così ricco. Attraverso l’uso del MIDI e dei plug-ins (vedi ad esempio la nuova command-line), dell’acquisizione di partiture già stampate mediante scansione permette di costruire un sistema aperto e di solito costituisce il primo contatto del compositore con l’informatica musicale.
  • Csound è un programma che consente di definire qualsiasi algoritmo di natura sonologica e di sviluppare gli ambienti di lavoro adatti alle problematiche teoriche o compositive delle singole lezioni. Tale programma è inoltre disponibile in versioni Atari, Ms-DOS e Unix e, pertanto, gli studenti possono svolgere i propri esercizi anche utilizzando il proprio computer.








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