ArsKey Magazine | Articolo


Biennale 2017: IL FANTASTICO MONDO DI JAN FABRE
Data: 05.06.2017

vai alla pagina

Gli artisti correlati: Jan Fabre


Andare a una mostra di Jan Fabre, in questo caso, “Glass and Bone Sculptures 1977-2017”, aperta per la Biennale dal 13 maggio 2017 nei chiostri dell’Abbazia di San Gregorio a Venezia, è come vedere Superquark, andare a teatro, o al cinema in 3D assieme e con un biglietto unico.

L’eclettico ed eterogeneo artista di Anversa, entomologo, drammaturgo, regista, performer, nei 40 anni di produzione qui assemblati, catapulta il fruitore in un passato recente e in un futuro remoto, sorprendendolo con la sua enorme capacità di visione ed eleganza.

Già gli spazi del chiostro che sono di per sé atemporali, fermi, silenziosi con la collocazione di queste opere apotropaiche vengono valorizzati ulteriormente e rendono l’interazione ancora più magica e stupefacente; merito di un artista del rinascimento: completo.

All’ingresso, si di un piedistallo, si erge un grande beetle di vetro verde, lisergico, che accoglie tutti nel centro del quadrato, ricordando l’anima animale, ancestrale, rettile che pervade l’universo. Poi sculture, ossa, scheletri di vetro, alludono alla fragilità umana e alla capacità del materiale di essere plasmato come i cervelli e i corpi degli esseri umani, sottoposti sempre a tensioni, mutamenti e ostacoli.

Natura e bellezza in un’eterna relazione, spazio tempo che affiorano e catapultano in una giostra di riflessioni cromatiche sono solo alcuni degli elementi che fungono da corollario visivo del fantastico mondo di Jan Fabre che sa fagocitare chiunque vi capiti vicino. 





© ArsValue srl - P.I. 01252700057