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Il Rinascimento elettronico Bill Viola a Palazzo Strozzi a Firenze
Data: 15.03.2017

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Un viaggio da fare con calma, quasi in raccoglimento, prestando attenzione ai dettagli, alle sottigliezze. Un  viaggio dal sapore iniziatico che indaga sul senso, o forse il nonsense, del nostro andare, sulla sofferenza ineludibile, sulla purificazione possibile, sul decadimento inevitabile, insomma sulla vita, sulla morte e su tutto quello che di saliente vi scorre in mezzo. Un viaggio nel nostro mondo interiore messo in scena da pochi  personaggi e, molto spesso, con elementi primordiali e simbolici come l’acqua, il fuoco, l’aria, la terra.

E’ il viaggio attraverso il lavoro di Bill Viola, maestro indiscusso della videoarte contemporanea, a cui Palazzo Strozzi a Firenze rende un importante tributo con la mostra ‘Bill Viola. Rinascimento Elettronico’.

La retrospettiva, la piu’ completa mai realizzata, allestita tra il Piano Nobile e la Strozzina, presenta i suoi video piu’ significativi realizzati in quaranta anni di carriera, dalle prime  sperimentazioni degli anni Settanta sino alle attuali  installazioni immersive e totalizzanti. E accanto a questi, in un originale ed inedito confronto,  alcune importanti opere pre-rinascimentali, rinascimentali  e post, come La Visitazione del Pontormo, il Diluvio di Paolo Uccello, Cristo in  Pieta’ di Masolino da Panicale. Opere antiche che hanno ispirato l’artista, immagini famose che  dopo riflessioni e sedimentazioni riappaiono completamente rivisitate  nei suoi video. Un’operazione audace che lega passato e presente restituendoci memoria delle nostre radici  e rivela l’amore di Viola per Firenze e la sua  arte. D’altra parte fu proprio a Firenze  che tra il 1974 e il ’76 l'artista inizio' la sua carriera nel campo della videoarte come direttore tecnico di un centro di produzione e documentazione video.

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Observance

Nonostante il carattere religioso di questi capolavori del passato, non c’e’ nulla di religioso nei video di Viola, come sottolinea Kira Perov, moglie di Bill Viola e, allo stesso tempo, suo alter ego nel lavoro.

“Non facciamo opere religiose, piuttosto spirituali. Nella parola religione c’e l'idea di un dogma. Non ci interessa la storia di Cristo ma la tragedia umana, la morte, il lutto, il dolore: sentimenti universali che riguardano tutti e che tutti abbiamo provato. Non e’ un caso che i nostri video  possano essere visti da tutti, al di la’ del credo di ognuno. Sono universali.  Riteniamo tra l'altro che il linguaggio non sia importante e proprio per questo non ci sono parole nei nostri video,” precisa Kira.

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The Greeting

Tra i lavori presenti in mostra, da non perdere il celeberrimo The Greeting (1995), presentato insieme a La Visitazione (1528), in cui tre donne, di cui una visibilmente incinta, si incontrano per strada. Due di loro discorrono, si osservano, si abbracciano, sorridono. Si alza una brezza, i loro abiti colorati si gonfiano, ondeggiano. Tutto e’ mostrato  in un rallentamento estremo e ogni minimo gesto diventa rivelatorio, ipnotico. Altrettanto magnetico The Path (2002), in cui  persone di diversa eta’ ed etnia attraversano una pineta, ognuna con qualcosa in mano. Un flusso continuo che ricorda il nostro andare e la vita che scorre inarrestabile. E ancora The emergence (2002), allestita insieme a Cristo in Pieta’ (1424). Qui due donne vegliano accanto ad un pozzo da cui emerge un pallidissimo giovane, l'acqua sgorga dal pozzo come un liquido amniotico mentre le due donne depongono il corpo senza vita del giovane in terra e lo coprono con un telo. Una narrazione  circolare tra l’inizio e la fine della vita. Di grande impatto Inverted birth (2014) in cui un uomo in piedi si misura con getti potenti di  liquidi scuri che si trasformano in sangue e poi in latte ed infine in acqua e vapore. Fluidi che rimandano al ciclo della vita e della morte, un ciclo qui invertito che passa dall’oscurità alla luce.

Sono invece al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze Acceptance (2008), accostato alla Maria Maddalena Penitente (1455) di Donatelo, e Observance (2002), presentato accanto alla Pieta’ Bandini di Michelangelo(1547-1555). Due lavori toccanti, in cui l'umanita’ si misura con il dolore e la sofferenza.

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Pontormo







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