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Cité du vin, a Bordeaux un nuovo concept museale dal cuore multimediale
Data: 14.02.2017

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Un museo innovativo e multisensoriale sulle rive della Garonna. C’è chi l’ha già definito il Guggenheim del vino per la sua struttura avveniristica. E’ la Cité du vin inaugurata a Bordeaux nel 2016 e oggi già una delle mete più visitate della Gironda, in Francia. La Cité du vin, nata per volontà della Fondation pour la culture et les civilisations du vin con l’obiettivo di celebrare il vino come simbolo secolare della cultura e dello sviluppo della regione bordolese, è un museo in grado di soddisfare gli interessi dei più esperti, ma anche dei neofiti mossi da semplice curiosità.

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La Cité du Vin (1) : Photos Anaka/ La Cité du Vin/ XTU architects

L’idea progettuale (finanziata all’80% dalle istituzioni pubbliche e private per il 20%) è nata dalla collaborazione di due grandi studi internazionali: lo studio XTU di Parigi, che si è occupato principalmente della parte esterna e lo studio scenografico londinese Casson Mann che invece ha progettato gli interni. La forma a decanter, a cui è ispirata l’architettura e che evoca un elemento liquido in movimento (proprio come il vino che gira in un bicchiere), permette di avere la sensazione di un unicuum senza separazioni tra interno ed esterno. All’esterno la superficie del museo è completamente ricoperta di pannelli di vetro e di alluminio iridescenti con sfumature dall’azzurro al dorato ispirate ai colori della città e della Garonna. Il percorso permanente all’interno invece è concepito come un tour scenografico molto coinvolgente in cui domina la tecnologia digitale.

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Médiation culturelle - L'espace polysensoriel (2) : Photos Anaka/ La Cité du Vin/ XTU architects

Grazie all’utilizzo di tecnologie innovative e circa 20 installazioni multimediali (3D, scenografie digitali, diffusori di profumi, touch screens e un’ottima audio guida che ricorda un I-Phone), il visitatore è completamente coinvolto in un percorso multisensoriale alla scoperta del mondo del vino. Sono moltissime le tematiche trattate: dalla scoperta dei vitigni e delle zone vitivinicole alla storia dei produttori più famosi, dalle tecniche di produzione del vino fino alle sue molteplici qualità organolettiche, dalla storia della sua nascita a come il tema del vino è stato trattato nell’arte e nella letteratura. La spiccata impostazione del percorso tra la didattica e il gioco permette ai visitatori di tutte le età di scegliere liberamente il proprio percorso che può addirittura concludersi con una ironica cena virtuale tra uomini illustri come Luigi XIV, Mozart, Alfred Hitchock e molti altri. Il percorso termina sulla terrazza da cui è possibile ammirare il paesaggio verso il centro di Bordeaux.

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Le mur des tendances (2) : Photos Anaka/ La Cité du Vin/ Casson Mann

La Cité du vin è quello che non ci si aspetta da un museo tradizionale. Oltre  ad essere un museo innovativo, sostenibile (più del 70% dell’energia che alimenta tutto l’edificio è autoprodotta) e dall’estetica originale, questa “città del vino” apre la strada a quello che forse più essere definito come un nuovo concept museale applicabile in qualsiasi ambito e che sicuramente aiuterebbe a rendere più fruibile i percorsi d’arte nei musei anche per i meno esperti.  

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Portraits de vin (2) : Photos Anaka/ La Cité du Vin/ Casson Mann





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