ArsKey Magazine | Articolo


UN RE ALLO SBANDO - UN PO' MAGRITTE, UN PO' ROAD MOVIE!
Data: 06.02.2017

vai alla pagina
Con una storia basata su ironia, comicità dell'assurdo, un po’ Beckett, un po’ Ionesco, questo intelligente film nasconde, come spesso avviene attraverso la risata, tristi verità e attualità contemporanee.

Re Nicolas III del Belgio è in missione a Istanbul con il suo staff e il regista britannico Duncan Lloyd ha ricevuto il compito di girare un documentario destinato a far risaltare la sua immagine, ma qualcosa, ovvero tutto, va storto. Persino a casa la Vallonia, regione meridionale del Belgio, dichiara indipendenza e il regno crolla.

bts_6_400.

Il tema del viaggio, del rientro a casa o verso un'Europa secondo alcuni più evoluta e civile, ricorda le migrazioni contemporanee, gli sbarchi di migliaia di innocenti che cercano una vita. Come se la auspica, assieme a un’identità confusa e perduta il re del Belgio, Nicolas III, forzatamente bloccato a Istanbul dopo una visita diplomatica a causa di una tempesta magnetica che blocca aerei, viabilità e comunicazioni, inclusi i tanto amati cellulari.

Per una volta vediamo con rivincita un re bloccato senza passaporto e identità, non solo i migranti africani.

unreallosbandoposteritaweb_400.

Dopo rocamboleschi tentativi di arrivare via terra passando da Bulgaria, Albania e via mare con assurda barchetta di fortuna, il re e il suo entourage regale giungeranno all’agognata meta.

Purtroppo però, al di là della lettura oltre le righe, la pellicola rimane una storiella carina, senza infamia ne lode, così giusto per passare un'oretta e mezza in viaggio nell’Europa dell’est, oggi così battuta. 





© ArsValue srl - P.I. 01252700057