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VERMEER, LA DONNA CON IL LIUTO DAL METROPOLITAN MUSEUM
Autore: Luca Del Core
Data: 17.01.2017

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Un piacevole concerto musicale, un’orchestra molto particolare che si esibisce in una location d’eccezione, nelle sale del Museo di Capodimonte a Napoli. Protagonisti di questo evento che in realtà di sonoro non ha nulla ma di visivo ed emotivo tanto, sono gli strumenti musicali e le opere d’arte della mostra che ruotano intorno alla tela “Donna con il liuto” di Johannes Vermeer, fino al 9 febbraio 2017. Interessante è la relazione tra la scuola fiamminga e la scuola italiana del diciassettesimo secolo con opere scelte dalla collezione del museo napoletano, lo scopo è quello di favorire una riflessione sulla rappresentazione di donne musiciste in quegli anni. Un percorso espositivo che si sviluppa in tre sale, una atmosfera austera, luci soffuse, tende e pareti rosse per ospitare l’opera dell’artista fiammingo, per ricreare l’ambiente rappresentato nel quadro sono esposti due elementi chiave, un liuto e la carta geografica, nell’altra sala, invece, una serie di dipinti ritraggono figure femminili nell’atto di esprimere le proprie virtù musicali.

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Johannes Vermeer (Delft 1632 -1675), La donna con il liuto 1662-1663 ca., olio su tela; cm 51.4 x 45.7 cm , Lascito di Collis P. Huntington, 1900, The Metropolitan Museum of Art

Tornando alla tela dell’artista di Delft, il liuto, la carta geografica, l’orecchino di perla, il copribusto giallo con risvolti in ermellino e soprattutto la sua musa ispiratrice, sua moglie Catharina, sono gli elementi riproposti più volte in diversi dipinti, quadri di piccoli dimensioni in cui si evidenzia un virtuosismo pittorico caratterizzato da una tecnica notevole, da una chiara capacità descrittiva e  da una grande sensibilità d’animo. Una donna musicista con lo sguardo rivolto verso la finestra nell’atto di accordare uno strumento, una viola da gamba poggiata sul pavimento e gli spartiti disordinati suggeriscono un probabile duetto già avvenuto. La luce che penetra nella stanza dalle lastre di vetro esalta i gioielli indossati, orecchini e collana di perle, sulla parete di fondo una carta geografica dell’Europa colorata a mano è appesa al muro bianco, è un’incisione di grandi dimensioni di Joan Blaeu del 1659, ripresa da una stampa precedente realizzata ad Amsterdam nel 1623 da Jodocus Hondius. La carta raffigura la conformazione fisica e politica del continente, è una dimostrazione della visione cosmopolita degli olandesi verso l’esterno, non solo verso conquiste territoriali ma anche culturali. E’la cultura l’elemento dominante della famiglia Vermeer, in particolar modo la musica, proprio dal Museo della Musica di Parigi proviene il liuto presente nel museo, un’opera di Jean Desmoulins molto simile a quello raffigurato nella tela dell’artista fiammingo. Uno strumento musicale carico di significati, nell’arte olandese il liuto era simbolo della sessualità, riconoscendo nel termine luit una metafora della donna, l’atto di accordare lo strumento veniva interpretato come attesa nel prepararsi a fare l’amore. Seguendo il percorso espositivo si giunge nell’altra sala, qui il “concerto” continua con dei capolavori di pregevole fattura con donne suonatrici protagoniste, un “Autoritratto alla spinetta” di Sofonisba Anguissola, uno strumento di uso domestico, con la tastiera a corde pizzicate e accanto una chiave metallica che serviva per accordarla. Con riferimento alla musica non potevano mancare diverse versioni di Santa Cecilia, patrona di musicisti e cantanti, una figura in cui si fondono l’ispirazione musicale e religiosa, tre tele che raffigurano la santa in momenti diversi,

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Francesco Guarino (Sant’Agata Irpina 1611-Solofra 1654), Santa Cecilia al clavicembalo 1650 ca, olio su tela; cm 124 x 155 © ph. Luciano Romano

“Santa Cecilia in estasi” di Bernardo Cavallino, “Santa Cecilia al clavicembalo con Angeli” di Francesco Guarino e “Santa Cecilia all’organo e angeli musicanti e cantori” di Carlo Sellitto. Una mostra di notevole impatto per lo spettatore che attraverso il “silenzio” può ascoltare  delle dolci note provenienti dai dipinti esposti, in cui Vermeer è il direttore d’orchestra. Nemmeno il tempo di ammirare, osservare, contemplare queste meravigliose opere d’arte che è in cantiere una nuova mostra il prossimo 10 aprile 2017, “Picasso- Parade Napoli 1917” al Museo di Capodimonte e all’Antiquarium di Pompei, un omaggio al celebre pittore spagnolo in occasione del centenario del suo viaggio in Italia. Riprendendo una citazione cinematografica tratta dal film “Blade Runner” di Ridley Scott: ”Ho visto cose (mostre) che voi umani non potreste immaginarvi.”

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Carlo Sellitto (Napoli 1581-1614), Santa Cecilia all’organo e angeli musicanti e cantori 1613 ca., olio su tela; cm. 260 x 185 © ph. Luciano Romano

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Jean Des Moulins, Liuto a 11 corde 1644, La Villette, Musée Instrumental du CNSM, ex inv. E 979.e.69


In copertina: Johannes Vermeer (Delft 1632 -1675), La donna con il liuto 1662-1663 ca., olio su tela; cm 51.4 x 45.7 cm , Lascito di Collis P. Huntington, 1900, The Metropolitan Museum of Art (particolare)






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