ArsKey Magazine | Articolo


Anish Kapoor al Macro di Roma
Data: 22.12.2016

vai alla pagina

Vai alla sede: MACRO

Gli artisti correlati: Anish Kapoor


Ci aveva abituato a superfici levigate e specchianti, a forme perfettamente concave o convesse, a profondita’ vertiginose, a lavori talvolta sovradimensionati ma sempre essenziali e minimalisti.
Invece surprise, surprise… Con la mostra allestita al Macro, sino al prossimo 17 aprile, Anish Kapoor, il celeberrimo artista anglo indiano, spariglia le carte e ci sorprende con una sequenza di opere appena abbozzate, carnali, palpitanti.
Complessivamente trenta lavori realizzati per lo piu' negli ultimi quattro anni, la maggior parte dei quali mai esposti precedentemente, che ci rivelano un Kapoor inedito e inaspettato.
Sculture ma anche dipinti che si inseriscono nel filone dell’arte materica e danno conto dell’attuale ricerca del maestro tesa a rappresentare quello che si nasconde dentro il corpo umano. 'Immagini' respingenti e magnetiche che palesano il desiderio dell'artista di sperimentare nuove tecniche e di creare singolari metafore.

“Il mio lavoro di questi ultimi anni ricorda quello di un archeologo. L'unica differenza e’ che io ho scavato oltre la pelle. Ero interessato ad osservare e a riprodurre quello che vi era dietro. Come un chirurgo ho dunque aperto i tessuti superficiali e ho iniziato a scavare,” spiega Kapoor, insignito nel 2011 del prestigioso Premium Imperial.

img_6687_400

Utilizzando resine, cera, silicone e strati di pittura tutti nella gamma del rosso e del bianco, l'artista ha cosi' dato vita a vivide masse informi che ricordano carni martoriate e smembrate dove affiorano muscoli, vene, viscere, organi. Lavori di forte impatto che sanno di vita e di morte al contempo e si pongono come una rilettura letterale e metaforica del fascinoso tema della carne e del sangue, una rappresentazione con cui diversi artisti di ieri e di oggi si sono misurati, come lo stesso Kapoor sottolinea.
“Sono sempre stato attratto dall'astrazione e in questo caso non posso negare di aver guardato ai lavori di diversi artisti, soprattutto italiani, tra cui Alberto Burri, Lucio Fontana, Leoncillo e, per alcuni versi, anche Merz. Le opere qui esposte possono in fondo essere viste come delle conversazioni con questi artisti,” afferma Kapoor.

Curata da Mario Codognato, la mostra allinea in un unico grande ambiente opere di diverso formato tra cui la monumentale struttura rossa “Sectional Body Preparing for Monadic Singularity”, esposta l’anno scorso nel parco della Reggia di Versailles e il trittico "Internal Objects in Three Parts" (2013-15), un vivido impasto realizzato in silicone, dipinto e cera, presentato quest'anno al Rijksmuseum di Amsterdam accanto ai dipinti di Rembrandt.
Da segnalare 'Unborn’ una massa indistinta di silicone che come suggerisce il titolo non giungera' mai a compimento; ‘Inner stuff’ una materia informe ricoperta da una sottile garza, e ancora ‘Dissection’ una tela strappata da cui emerge un abisso rosso.
Non mancano lungo il percorso due lavori old style, quasi a ricordarci la doppia anima che convive nella produzione artistica di Kapoor: 'Mirror’, un grande tondo specchiante in alluminio che sfuma dal rosso al nero, e 'Corner disappearing into itself’ una scultura angolare lucente in vetroresina e oro.






© ArsValue srl - P.I. 01252700057