ArsKey Magazine | Articolo


Oscar Piattella: ……. ’E poi fioriscono le stelle’
Data: 06.12.2016

vai alla pagina

Gli artisti correlati: Oscar Piattella


Un titolo evocativo, quello di un dipinto della sua ultima stagione artistica, per la grande mostra di Oscar Piattella, ospitata nella Casa Museo di Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado (FM). Tele come omaggio alla vita con lo sguardo rivolto alle stelle, ed è il trionfo della luce a sostanziare i lavori più recenti dell’artista pesarese riuniti dalla curatrice Daniela Simoni  insieme ad una antologia di opere dal 1957 ad oggi. E si resta sospesi di fronte al nuovo, alla esplosione di colori, alle ritrovate astrazioni geometriche che paiono ingranaggi in movimento a governare l’universo in una dimensione di armonia, di sapiente equilibrio compositivo.

piattella__da_catalogo_400

“Le mie non sono astrazioni geometriche”, dirà l’artista che vive e lavora nella quieta di Cantiano in provincia di Pesaro, “io non uso la geometria, uso la matematica, perché la geometria va verso la forma, quando nel mio lavoro c’è movimento”. Il suo è un percorso dell’informale che guarda un poco, almeno in principio, all’opera di Burri, si misura con lo spazio e passa attraverso  “Il respiro leggero della terra” e quel “”Romanzo d’amore” che pare un mosaico di tessere della vita in divenire, o quel “Salire e scendere nell’azzurro”, “perché tutto può essere d’azzurro“. Oggi sono le  grandi stelle, come girandole baciate dal vento, ad essere protagoniste del suo teatro cosmico. Ed eccolo il legame con la poetica, la sensibilità di Osvaldo Licini e “la sua pittura nel cuore del mondo”: il riferimento allo spazio cosmico, a quel cielo che è ”così vicino” e la terra non è che “un esile spazio”.  Il legame è con quella solitudine del paese in cui maturano i suoi progetti d’arte come era stato per Licini e Monte Vidon Corrado, l’amore di entrambi per la poesia, il pensiero che va oltre il limite leopardiano e l’aspirazione all’ infinito, i suoi interessi verso l’arte poetica con tavole e illustrazione di libri importanti, il legame con l’amico poeta Yves Bonnefoy: “pittore, la stella dei tuoi quadri è quella che si aggiunge/ All’infinito che popola invano i mondi”. I versi sotto forma di linguaggio visivo, comunque, le parole come guida della sua arte, parole “scelte sapientemente”.

lartista_oscar_piattella_e_la_curatrice_daniela_simoni_davanti_allopera_presenze_dallo_spazio_2016_400
L'artista Oscar Piattella e la curatrice Daniela Simoni davanti all'opera Presenze dallo spazio, 2016

Una mostra come racconto di un viaggio per “andare senza mai arrivare”, dirà Piattella stesso, di un ricco percorso di arte e di vita, perché l’arte e la vita stanno insieme: in principio la fascinazione di grandi pareti di vecchi palazzi in demolizione, emblema del tempo che scorre, della caducità delle cose, in mostra ci sono i suoi celebri  muri, come “Muro ritmo” e “Due azzurri per un muro, 1957“, che saranno una dominante di tanta parte del suo mestiere d’artista. Poi i lavori con squarci di colore o modularità abitate da graniglie intrise delle cromie della terra, che avevano visto Oscar Piattella protagonista della stagione artistica pesarese insieme ad Arnaldo e Giò Pomodoro, Nanni Valentini e Giuliano Vangi,  le sabbie, le conchiglie frantumate, gli ossidi, le madreperle, la “polvere e polvere” e un legame forte con la spiritualità della materia. Un fare arte attraverso il dialogo con gli elementi grezzi come archè, origine di tutte le cose, fino al  percorso estetico di un artista che canta alla vita in una dimensione senza tempo e la superficie della tela trasuda espressività alimentata da esuberanti cromie. Specchio della giovinezza del cuore e  della mente di un artista che lavora da settanta anni. Scrive in catalogo Daniela Simoni: “Oscar Piattella, appassionato, energico, vitale, entusiasta, nel pieno di una nuova, caleidoscopica fase creativa”. E si resta incantati da traiettorie d’azzurro,  dal dinamismo formale con le serene cromie di “Presenze dallo spazio, 2016” , da stelle danzanti con la luce del giallo che irrompe nell’opera “Tra tempo e spazio”, dalle “Stelle sorelle”, da una “Cosmologia in viola” con un sentiero curvilineo che porta verso ….? Arte come poesia della vita, liriche visive di grande spessore evocativo, mistero che si dilata, sogni che si fanno materia, dinamiche visioni che si nutrono di colore e forme che cercano e si cercano, geometrie danzanti, perché “Anche le stelle sognano”, dipinti come espressione di un “andare senza mai arrivare”, del cammino di un artista come Oscar Piattella, del suo “deviare verso la luce” alla soglia degli ottantacinque anni. “Per tutta la vita non ho fatto altro che  percorrere i sentieri della pittura tracciati dalla pittura, quella della pittura è la mia strada. La pittura che è mistero come è mistero la vita, come il mistero della nostra presenza e non ci sono luoghi sicuri, ma azioni che l’artista carica di senso”. Scrive Daniela Simoni nel catalogo della mostra con la bella grafica di Monica Simoni: “l’arte per dare un senso profondo alla nostra umanità”. Arte che, forse è il senso della vita.    





© ArsValue srl - P.I. 01252700057