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Jalal Sepehr
Data: 22.11.2016

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Vai alla sede: XXS aperto al contemporaneo

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Qualsiasi contesto può generare arte. Anche nei luoghi comunemente associati ai conflitti, l'estro di artisti genera forme creative che raccontano il loro complesso contesto, rendendolo leggibile anche ad occhi estranei. Persino una realtà come quella mediorientale ha trovato i suoi interpreti. Da questa insolita fucina artistica emerge Jalal Sepehr (1968), fotografo iraniano che mescola tradizione con contemporaneità e crea scenari surreali, al fine di plasmare l'instabile rapporto con il tempo di una società continuamente minacciata dagli eventi.

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Knot series, 2011, c-print, cm 70x100, edition of 7

Nato e attivo a Teheran, si approccia alla fotografia durante un soggiorno in Giappone (1991-96), dove apprende la pratica da autodidatta. Rientrato in Iran, si attiva come promotore dell'arte contemporanea del suo paese, in particolare attraverso la collaborazione con il collega Shadi Ghadirian, con il quale fonda il sito Fanoos Photos. La sua produzione artistica gli fa guadagnare fama a livello internazionale e gli permette di esporre in tutto il mondo. Leitmotiv che accomuna ogni composizione è il tappeto persiano: simbolo radicato della tradizione mediorientale, Sepehr lo rende il soggetto centrale dei suoi scenari, talvolta presentandolo come emblema di caducità. L'intendo è quello di mostrare la storia di un'intera cultura che attraverso la ricchezza delle sue origini si affaccia verso l'incerto.

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Red Zone series, 2013-2015, c-print, cm 70x100, edition of 7

La mostra apre con l'opera cardine della serie di Water and persian rugs (2004), dove un ponte ricoperto di tappeti indica la strada verso l'oceano, scrutato da un uomo seduto di spalle: per accedere al proprio futuro è necessario attraversare in maniera consapevole il passato (personale e culturale), ogni nuova strada deve essere intrapresa con coscienza di ciò che si è vissuto. Solo in questa maniera persino ciò che è ignoto può essere affrontato senza timori, con accanto la propria valigia, metafora di ciò che ci appartiene.
Anche lavori successivi come Girl and the Mirror (2010) e Knot (2011) si avvalgono dei luoghi propri della cultura persiana, come la città di Yazd. Qui il tappeto viene sfogliato come un libro, esposto come trofeo, utilizzato come luogo d'appoggio per specchiarsi. L'uomo è elemento vivo in questo passato trascorso eppure immutabile, ricordando come odierno e tradizione siano uniti come da un nodo indistricabille.
Anche negli scatti più recenti Sepehr si avvale delle stesse componenti, ma le riadatta per una diversa chiave di lettura: quella drammatica. Se in precedenza il percorso indicato appariva ignoto ma affrontabile, ora neanche la coscienza delle proprie radici è sufficiente a dominare l'instabilità. Divenuta abitudine a causa dei continui conflitti che hanno devastato il medio-oriente, una dimensione di costante perdita rende sempre più forte la sfiducia nell'avvenire. Red Zone (2013-2015) parla di questo, del quotidiano stato di allarme, del temere per la propria sopravvivenza, del vivere su una linea rossa. Così la via di tappeti è ora colpita da un masso, attraversata da una tempesta di sabbia, indicando una destinazione sempre meno visibile.

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Color As Gray series, 2014-2016, c-print, cm 80x120, edition of 5

Ma la tragicità di Color As Gray (2014-2016) è ancora più eloquente: l'elemento umano scompare e lascia il posto ad oggetti: la tomba per un tappeto, una montagna di 2130 scarpe, come il numero delle vittime della guerra a Gaza nel 2014. Il ricordo rievocato è malinconico, non ci sono segnali di ripresa.

Visibile sino al 3 dicembre, questa mostra di Jalal Sepehr espone la sintesi dell'iter poetico di un autore che, utilizzando un linguaggio personale innalzato a universale, ha saputo comunicare al mondo la situazione morale di una cultura spesso fraintesa, vittima di pregiudizi oltre che dei conflitti stessi.


XXS aperto al contemporaneo
Via XX Settembre, 13 - 90141 Palermo
tel. +39 091 8436774 | mob. +39 393 9356196
xxsapertoalcontemporaneo@gmail.com

orari: 17,00 - 20,00 - chiuso lunedì e festivi


In copertina: Water & Persian Rugs series, 2004, c-print, cm 70x100, edition of 10





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