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IT’S A ZODIAC RAIN
Autore: Luca Del Core
Data: 29.01.2016

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Soltanto nominarlo, il Grand Canyon innesca nella mente visioni oniriche, paesaggi mozzafiato, infinite distese desertiche, gole profonde dalle pareti ripide, montagne modellate dal vento, luoghi di desolazione che saranno la ricchezza e fonte di ispirazione delle case di produzione cinematografica per realizzare film del genere western.

Prima del grande pubblico il deserto esteso e roccioso dell’ Arizona era conosciuto solo dagli autoctoni, un’ artista che aveva dipinto questi immensi paesaggi (senza sapere che questi posti frutto della sua immaginazione esistessero veramente) fu Max Ernst che, accompagnato da Dorothea Tanning decise di fare un viaggio “on the road” attraversando l’ America da est ad ovest alla ricerca concreta delle sue visioni mentali.
Giunto nel rifugio di Hopi, nella città di Sedona, (oggi importante centro della pratica New Age), visse in una casa scavata nella roccia, scelta ottenuta attraverso dei calcoli astrologici.

Seguendo i passi di Ernst che visse in queste zone dal 1941 al 1953, l’artista francese Maxime Rossi esplora i luoghi che hanno segnato lo spirito ed il lavoro dell’ esponente della corrente surrealista.

Un sunto di questa esperienza è visibile nella mostra allestita nella Galleria Tiziana Di Caro in piazzetta Nilo 7 a Napoli fino al 27 febbraio 2016.
Due sono i punti chiave dell’ esposizione, l’astrologia e la tecnologia 3D.
Un lavoro fotografico in 3D di Rossi svolto in maniera dettagliata, immagini che descrivono luoghi, elementi riconducibili alla figura di Ernst, visioni metafisiche e magiche, paesaggi desolati stimolano nel visitatore processi psicologici di paramnesia.

Un viaggio mistico che prosegue attraverso la visione di un film in 3D intitolato “Real Estate Astrology” in cui la voce di un astrologo guida il pubblico tra le architetture rocciose dell’Arizona avvalendosi di calcoli stellari.

Singolare è la visione del film utilizzando gli occhiali 3D (blu e rosso) dal punto di vista tecnico, in cui il video è stato editato da due persone diverse producendo sequenze differenti, una per il colore blu, l’ altro per il rosso, enfatizzando i colori del paesaggio nel film.


In copertina: The Ernst's hut side view, 2015, Anaglifo / anaglyph, cm 40 x 60 (particolare)






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