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EMILIO NOTTE - UN PITTORE FUTURISTA DI RITORNO DAL PASSATO
Autore: Luca Del Core
Data: 14.01.2016

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A volte ritornano.

“Nella vita ci sono persone che lasciano il segno, nell’arte ci sono artisti che lasciano la firma.”

E’ il caso di Emilio Notte, pittore futurista, legato alla città di Napoli da un rapporto conflittuale e incostante.

Artista eclettico, influenzato dalla corrente culturale futurista, compirà una serie di viaggi in tutta Italia, da Roma a Firenze, da Bologna a Milano entrando in contatto con gli intellettuali dell’epoca, da Marinetti a Ginna, a Russolo e Carrà. Formatosi all’Accademia di Belle Arti della città partenopea, allievo di Vincenzo Volpe, ritornerà nel capoluogo campano per ricoprire prima l’incarico di docente di Decorazione e poi quella di direttore nella stessa accademia. Proprio in questo contesto troverà una serie di resistenze da parte degli altri insegnanti legati ancora a vecchie concezioni artistiche e sociali.

Soltanto nel dopoguerra ci saranno una serie di aperture e riconoscimenti, soprattutto dai suoi allievi che saranno coloro che beneficeranno della didattica “nottiana”.

A trentaquattro anni dalla morte, un evento che sancisce un “armistizio” o una definitiva “riappacificazione” tra Emilio Notte e la città di Napoli è la mostra allestita all’interno della Banca Fideuram in piazza dei Martiri 58, fino al 17 febbraio 2016.

Sedici firme dell’artista su tele ad olio di medie e grandi dimensioni di pregevole fattura ripercorrono un excursus della produzione pittorica che va dagli anni 1940 al 1970.

Diversi sono i soggetti raffigurati ispirati alla realtà, alla natura, al vivere quotidiano, l’artista riproduce su tela la sua visione del “reale” lontana dai vecchi schemi della pittura accademica.

Pennellate veloci, dinamismo, vibrazione della luce caratterizzano lo stile dell’artista e la sua totale adesione al Futurismo, all’esaltazione del mondo moderno, del progresso tecnologico e della industrializzazione.

L’applicazione di tali principi si estende non solo alla rappresentazione figurativa di contesti urbani, emblema dello sviluppo e del rapido processo di urbanizzazione, ma anche ad atmosfere più intime, sentimentali e naturali, un esempio sono le opere intitolate “Maternità” in cui una madre regge fra le sue braccia il figlio e “Vulcano”, ispirato dalle solitarie atmosfere delle isole Eolie.

Proprio nel periodo degli anni 1950-60 realizzerà diverse tele attingendo da fonti diverse,”La corrida” in cui la forza e il dinamismo del toro mette a dura prova le capacità del torero, e “Arlecchino”, famoso personaggio carnevalesco.

Una produzione pittorica proficua e raffinata che attraversa una evoluzione stilistica che va dal reale al post cubismo, dal Futurismo fino a lambire l’astrazione.  





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