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Ritratto d’uomo
Autore: Luca Del Core
Data: 23.12.2015

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Nell’ ambito della rassegna “L’ ospite illustre” negli spazi museali di
Palazzo Zevallos-Stigliano, edificio seicentesco, sede della Banca Intesa-Sanpaolo, centro economico-finanziario e culturale della città di Napoli, ospita una delle opere più interessanti del pittore Antonello da Messina, “Ritratto d’ uomo”, dipinto proveniente da Palazzo Madama-Museo Civico d’ Arte Antica di Torino, fino al 10 gennaio 2016.

Antonello da Messina è un’artista difficile da etichettare, potremmo definirlo un pittore “siciliano”, “veneziano” o “italiano”, una affermazione troppo semplice per un personaggio della sua caratura. La migliore definizione è quella di pittore europeo e cosmopolita, artefice di una vera e propria rivoluzione nella ritrattistica della seconda metà del 1400.

Le diverse tappe dei suoi viaggi, Napoli, la Toscana, le Marche e Venezia incideranno notevolmente sul suo stile e sulla sua tecnica stravolgendo la tavolozza e lo schema compositivo delle sue tele.

Un sunto della sua conoscenza e maestria è visibile nell’ opera “Ritratto d’ uomo” o “Ritratto Trivulzio.”

Realizzato nel 1476, dipinto su una tavoletta di piccole dimensioni, non si conosce l’ identità del soggetto raffigurato, forse un ricco mercante, elegante, colto, con veste rossa e cappuccio la cui estremità detto “becchetto” ricade sulla spalla destra. A differenza dei suoi contemporanei l’ artista introduce in questo dipinto una serie di spunti innovativi per l’epoca.

Accantona l’ impostazione dominante in Italia di ritrarre soggetti di profilo, a favore di figure ruotate di tre quarti nello spazio, ciò consentiva di dare tridimensionalità al soggetto e allo spazio circostante, si potrebbe considerare questo schema uno dei primi esempi di “fotografia” ottenuta attraverso la pittura.

Una svolta decisiva allo stile dell’ artista siciliano avverrà durante il soggiorno partenopeo, a Napoli svolse il suo apprendistato presso la bottega del Colantonio, da cui apprenderà tutte le conoscenze della pittura fiamminga, borgognona e provenzale attraverso le opere di Barthélemy d’Eyck.

Proprio dai fiamminghi riprenderà una serie di elementi tra cui l’ utilizzo dello sfondo scuro, un uso sapiente della luce e la cura per i dettagli, nella cornice inferiore del “Ritratto d’ uomo” su un cartiglio è indicata la firma e la data dell’ opera fissata con la ceralacca.

Un aspetto fondamentale nella ritrattistica di Antonello da Messina è l’ indagine psicologica. Il visitatore osservando il dipinto ne percepisce la dignità e l’ autorevolezza, l’ intensità dello sguardo sembra sfidare lo spettatore manifestando la propria vanità e presunzione.

Una iniziativa che coinvolge il pubblico rendendolo non solo osservatore ma anche protagonista, è la singolare idea organizzata dall’ agenzia Controluce in collaborazione con Civita. Cinque fotografi proveranno a reinterpretare “Ritratto d’uomo” ponendosi come obiettivo una riproduzione fedele dell’ opera, dei colori, dell’ espressione, delle proporzioni. I soggetti da ritrarre saranno scelti a caso dai fotografi durante la loro visita oppure potranno chiedere di essere ritratti, i migliori quindici avranno il privilegio di essere esposti accanto al ritratto originale di Antonello da Messina l’ ultimo giorno della mostra.  





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