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Giancarlo Montuschi - Cosmic Strips
Data: 27.11.2015

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Inaugurata il 17 ottobre scorso negli affascinanti spazi espositivi dell’Alchimia R&B a Ferrara, “Cosmic Strips” la personale di Giancarlo Montuschi, curata da Barbara Vincenzi e Angelo Andriuolo in collaborazione con Ars Imago Dei, sarà visitabile fino al 10 gennaio 2016.

In “Cosmic Strips” sono state selezionate le opere realizzate dall’artista provenienti dalla sua ultima ricerca “ Future in the past”: una successione d’immagini che legano il mondo dei fumetti alla fantascienza.
Le evidenti influenze pop derivanti dai suoi esordi faentini rivelano un lessico ludico, magico e incantato. Incontriamo super eroi provenienti dalle strisce dei fumenti degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta che s’integrano in modo insolito ad atmosfere cosmiche, stranianti ed esoteriche. “Un luogo” dove tutto è possibile e dove i colori accesi e brillanti proiettano lo spettatore nel passato verso un possibile futuro, mascherando alcuni temi e verità in forme fiabesche, nell’intento di esorcizzare il mondo reale creando magiche e giocose composizioni.
Queste opere sono un’indagine sulla generazione pre-pop, la generazione che precede la Seconda Guerra Mondiale. All’artista interessa il mondo della fantascienza come riflessione sul futuro vista da chi ci ha preceduto: una proiezione e una riflessione dell’artista di come immaginavano il mondo futuro negli anni Quaranta, inserendo i personaggi dei cosmic in un’ambientazione ibrida: da Betty Boop a Snoopy, da Superman a Mandrake, fino ai protagonisti di Walt Disney che entrano a far parte di ambienti fantascientifici e surreali.
Faentino di nascita ma radicato in Toscana dal 1976, nella stupenda cornice tra Anghiari e San Sepolcro, la sua formazione affonda le sue radici nella Bologna dell’Arte pop, città in cui frequenta prima il Liceo artistico, poi l’Accademia di Belle Arti: suoi professori sono tutti artisti pop, e il suo maestro all’Accademia era Concetto Pozzati. Già dagli anni Settanta subisce il fascino dell’arte Pop, la novità del linguaggio, dei colori accesi e brillanti e dei soggetti trattati.
Negli anni Ottanta e Novanta si manifesta nelle sue opere un’apertura tesa ad una espressione alchemico-esoterico.
Un’antica passione quella verso l’arte alchemica che da artista eclettico evidenzia nella sua produzione con connotati simbolici avvicinando il reale all’ideale: i colori vivaci e passionali denotano un’autonoma espressione interiore, dove non è necessario ricercare la verosimiglianza con la natura; mentre l’azzurro intenso diviene simbolo della contemplazione che viene associato alla forma geometrica del cerchio, simbolo dell’eterno moto dello spirito. Il cerchio rappresenta l'Uroboro, detto comunemente Ouroboros, simbolo molto antico, presente in tutti i popoli e in tutte le epoche che rappresenta un serpente o un drago che si morde la coda, formando un cerchio senza inizio né fine, apparentemente immobile, ma in eterno movimento, rappresenta il potere che divora e rigenera se stesso, l'energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, la natura ciclica delle cose, che ricominciano dall'inizio dopo aver raggiunto la propria fine. Simboleggia quindi l'unità e l'androgino primordiale, la totalità del tutto, l'infinito, l'eternità, il tempo ciclico, l'eterno ritorno, l'immortalità e la perfezione.
Nelle opere di questi anni accanto a figure riconoscibili tratte dal mondo dei fumetti e dei cartoons, Montuschi accosta silhouette senza volto: non sono più persone ma cliché, matrici, archetipi ideali, dove l’essere umano si spoglia di ogni fisionomia elevandosi a pura figura. Sono allegorie criptate contornate da cuori, stelle, fiori di loto, metafore con la precisa funzione simbolica, insieme ad un corollario di figure antropomorfe.
Le sue figure sembrano essere prigioniere di schemi nelle quali sono confinate, isolate nelle quali si rifugiano, senza identità e volto in una visione pirandelliana; creature anonime che sembrano volere uscire dalle convenzioni e dall’impersonalità aspirando a una pura libertà. Qui l’essere umano si spoglia di fisionomia e distinzioni sublimandosi a puro emblema.
Si avverte dunque il contrasto tra oggettivo e soggettivo, tra l’essere e l’apparire, tra la sostanza e le varie forme.
Montuschi colloca le figure senza sembianze in paesaggi gioiosi e immaginari, come metafora della società industriale attuale, divenendo emblema dell’uomo schiacciato, reso anonimo e privato di ogni connotazione umana; ridotto a pura idea di uomo nelle sue funzioni. Le sue rappresentazioni irreali criptate nella gioiosità, celano problematiche attuali che affliggono la nostra collettività moderna; disegna modelli fantastici per rivelare un pensiero più profondo e razionale. La natura è l’unico rifugio puro, luogo in cui ricongiungersi con il cosmo, fuori dal caos e dalle contraddizioni del mondo odierno. Una sorta di “armonia planetaria” derivata dal caos che attraversa la società odierna.
Derivata dal caos corrente che attraversa la società moderna, perché, come sosteneva Carl Gustav Jung - “in ogni caos c'è un cosmo, in ogni disordine c’è un ordine segreto”. L’ordine che ci propone Giancarlo Montuschi è collegato a un’immaginazione che non ammette limiti, come consuetudine tradizionale del surrealismo pittorico.
Un riferimento necessario per l’artista è il confronto con le opere classiche, i testi non solo letterari, un bagaglio fondamentale e costante nell’immaginario collettivo dell’umanità. In particolare i Tarocchi hanno sempre esercitato un richiamo sicuro per il doppio ruolo sia di carte da gioco e oracoli, sia per i concetti ermetici espressi nelle figurazioni simboliche. Giancarlo nella sua lunga carriera ha dimostrato abilmente di saper dare a vita a cicli figurativi coerenti, rievocando miti antichi, racconti popolari e letterari, nella quale ha trasmesso un’intensità quasi epica.
L’anima Pop di Montuschi diventa così non solo un retaggio formativo e di stile, ma si rivela vitale e operante proprio nella comunicazione in cui il piacere delle forme visibili, la leggibilità semplice delle immagini e degli ambienti diviene fruibile a tutti.
La creatività di Giancarlo e il suo linguaggio sottendono a un progetto più ampio, che non si riduce alla sola forma immaginaria e ideale, distaccata dalla realtà quotidiana, ma la introduce inducendoci a riflettere sotto messaggi cifrati e più complessi.


R&B Alchimia, Via Borgo de Leoni 122 –Ferrara

Info: 333 832 9030

www.alchimiaferrara.it

www.montuschi.it  





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