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’AQUI Y AHORA’ - ALEX KATZ AL GUGGENHEIM DI BILBAO
Autore: Luca Del Core
Data: 18.11.2015

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La città di Bilbao ha recentemente subito un rinnovamento urbano, negli ultimi anni è passata da polo industriale a quello culturale ed è tuttora in continua metamorfosi.

Emblema di questo cambiamento è il museo Guggenheim, realizzato dall’ archistar Frank Gehry, in cui l’ intera comunità basca si identifica. Prima di raggiungere il museo, percorrendo a piedi la strada Paseo de Abandoibarra che costeggia il fiume Nervion ci si imbatte in un “percorso culturale”, nuove architetture disegnano lo skyline della città, recenti sono le stazioni della metropolitana progettate dall’architetto Norman Foster, altissime le torri di Isozaki che svettano fra gli edifici circostanti, nuovi ponti collegano le due sponde del fiume, il “Zubizuri”, progettato da Santiago Calatrava e “L’arc rouge” realizzato dall’ artista francese Daniel Buren. Numerosi sono i locali commerciali che espongono all’esterno bandiere della regione basca, molto forte è il sentimento indipendentista, affollati sono i ristoranti e i bar, come quello di “kubrickiana” memoria con locandine dei film del regista-genio che tappezzano le pareti del locale, punto di ritrovo e centro della movida basca.

In questo contesto culturale, il museo Guggenheim propone una serie di mostre temporanee e una collezione permanente, un’esposizione molto interessante è quella organizzata sull’artista americano Alex Katz fino al 7 febbraio 2016.

Famoso per i grandi ritratti, l’attenzione di questa mostra è rivolta sulla produzione artistica dei suoi paesaggi.

A 87 anni, Katz è uno dei massimi pittori americani viventi. Attento osservatore dell’ “action painting” di Jackson Pollock, della sua tecnica del “dripping”, l’artista assimila i caratteri di questo processo lavorativo senza rinunciare alla figurazione, come afferma egli stesso: “I discorsi sull’astratto non mi sono mai piaciuti, ho sempre voluto dipingere attingendo dalla vita.”

Tele di grandi dimensioni, ispirato dai cartelloni pubblicitari, uso della linea sottile e tinte piatte sono lo stile e il modus operandi di Katz che cerca di “catturare” l’immagine istantanea, focalizzando l’interesse sulla percezione immediata del paesaggio o della persona, da questo pensiero trae spunto il titolo della mostra: “Qui e adesso.”

Un procedimento che attinge dall’inconscio, dalla parte istintiva e istantanea nella formulazione di un concetto, prima che il cervello possa modificare l’esecuzione o l’atto pittorico attraverso la razionalità, l’obiettivo è l’apparenza, è la prima cosa che osservando un oggetto l’individuo percepisce.

In questa ottica l’artista americano conia il termine di “vernice ambientale” riferendosi alle grandi tele, l’osservatore si “immerge” in quello che vede, è parte attiva dell’ intero spazio pittorico. Numerose le opere ispirate alla natura, alle quattro stagioni, ai paesaggi statunitensi e alla moglie Ada, musa ispiratrice di tante rappresentazioni, oltre duecentocinquanta ritratti.
Non a caso, una delle tele intitolata “Jaunuary 3” è il sunto del pensiero di Katz, su una grande superficie la raffigurazione dell’ inverno freddo dai toni grigi degli alberi e del cielo di City Hall Park è in netto contrasto con l’immagine di Ada, con cappello viola e rossetto rosso posta al centro dell’opera.

Fra la figura umana e il contesto in cui si trova non vi è relazione, sembra un fotogramma di un film, lo scopo non è documentario, è di percezione visiva, di quello che appare all’istante.

Grandi paesaggi ritratti, scene metropolitane, tra cui gli scorci newyorkesi, ambienti marini o silvestri sono nell’immaginario dell’artista elementi estranianti, lo spettatore “entra” all’interno dell’opera, ma di essa non riesce a percepirne la profondità dello spazio e l’origine della luce, alcune opere, come “White Roses 9” in cui le rose bianche sembrano in bilico fra figure statiche nello spazio e un accenno al movimento, tutto avviene in un contesto che va dal reale e l’astratto, fra il tangibile e l’immateriale.


In copertina: Alex Katz, January, 1993   





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