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Com’è viva la città - Villa Olmo Como
Data: 14.09.2015

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Il rischio di visitare le grandi mostre è ormai quello di rimanere delusi dalla prevalenza di opere minori, secondarie, rispetto al tema centrale o ancor peggio all’autore principale; non è fortunatamente il caso di Com’è viva la città, esposizione ospitata nelle sale di Villa Olmo a Como.

Terza mostra della trilogia sul tema della città, voluta dall’Assessore alla Cultura Luigi Cavadini, con qualche scivolone nelle precedenti esposizioni, si presenta con una moltitudine di forze in gioco, 50 artisti con 58 opere totali, ben orchestrate da Giacinto di Pietrantonio, che messa da parte la pura ricerca accademica strizza l’occhio alla “didattica”, offrendo una mostra per tutti e che piace a tutti.

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Prendendo spunto da una canzone di Gaber, Pietrantonio riflette sulla città partendo dai cittadini, da chi vive la città, più che dalle architetture, il contesto fisico o contenitore.

E allora viviamola questa città, luogo fondamentale del vivere sociale, attraverso sezioni tematiche ben spiegate: trasporti, tempo libero, sport, strada, distruzione, manifestazioni, commercio e mercati, emblemi, interni.
Ecco che la città di fa multiluogo, contenitore catarinfrangente di sentimenti, eventi, mode, situazioni. E allora esplodono, tra gli altri, Giorgio de Chirico, Warhol, Cattelan, Lichtenstein, Pistoletto, Radice, Vanessa Beecroft. Opere per lo più provenienti da collezioni privati, raramente visibile.

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Andy Warhol, Vesuvius, 1985, Serigrafia su carta, 80x100cm, Collezione Privata, Como

C’è tempo fino al 29 novembre ma il consiglio è quello di sfruttare questa fine estate e di vivere la città, lasciando Villa Olmo percorrendo la passeggiata sul lago che porta in città, passando dal Monumento alla Resistenza di Gianni Colombo, attraverso le sue vie, i suoi palazzi in stile razionalista, il Duomo, i ristoranti,…

Com’è viva la città.

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In copertina: Roy Lichtenstein, Wallpaper with blue floor interior (particolare), 1992, 260x385 cm, Collezione privata, Roma 





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