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Ruach - All’origine della creazione
Data: 04.07.2015

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Gli artisti correlati: Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Gianfranco Zappettini, Bernard Aubertin, Enzo Cacciola, Ivana Galli, Alberto Pomi, Emanuela Battista, Roberto Scarpone, Tommaso Pellegrini, Patricia Glauser


A cura di Barbara Vincenzi
Collettiva d’arte contemporanea
Dal 16 Luglio al 8 Agosto
Inaugurazione 16 Luglio dalle ore 18.00

Si ringrazia per la preziosa collaborazione Arte Tv.

Ruach . All’origine della creazione

Ruach, un'espressione della religione ebraica che si traduce in "Spirito Santo", Ruach è il soffio sacro, l’alito generatore della vita, il respiro, la forza motrice invisibile dello spirito.

La ruach è l'immagine di Dio che si comunica all'uomo. La ruach dell'uomo è la stessa ruach di Dio. Volendo legare metaforicamente tali riflessioni risulta a questo punto più chiaro il titolo attribuito all'esposizione, legata alla realtà impercettibile: ciò che lo sguardo percepisce è una rappresentazione più vicina ad un mondo interiore, di tipo emozionale e per questo difficilmente decodificabile tuttavia la più importante per l'essere umano.

S’indaga quell’invisibile sacralità che ogni artista “vuole o può “ rappresentare andando alla nascita del tutto, ricercando quel soffio di spiritualità che da inizio all’universale, sin dalla genesi dei tempi, dove dal caos emerge ”la ruach” che da origine al primo giorno, alla sacralità che è dentro di noi e passa sotto diverse forme a volte superando le iconografie classiche per riconoscersi sotto altre forme e simboli.

Artisti presenti: Enzo Cacciola, Riccardo Guarneri, Bernard Aubertin, Gianfranco Zappettini, Giorgio Griffa; artisti provenienti dal Gruppo Zero (Aubertin) e dalla pittura Analitica, fino a Giorgio Griffa che esplora un suo personalissimo percorso tra Pittura Analitica e Minimalismo, accanto ai fotografi Ivana Galli e Alberto Pomi, agli scultori Emanuela Battista, Roberto Scarpone, Tommaso Pellegrini e infine alla pittrice e scultrice Patricia Glauser.

Se l’arte è da sempre lo specchio del tempo e/o a volte quasi precursore dei tempi, si noterà una differente interpretazione della sacralità intima degli emergenti, che risulta, essere più manifesta se pur concettuale e meno minimalista dei Maestri storicizzati, in entrambi i punti di vista viene messo l’accento sulla ricerca dell’essenza. l puri cromatismi o il bianco assoluto come simbolo della trasformazione, in un confronto ravvicinato di diverse forme espressive, tra la storia e l’odierno, tra geometrie ed essenzialità, tra forme pure e materia viva.

Partendo da Bernard Aubertin presente con tre opere, fu per lui decisivo l’incontro con Ives Klein nel 1957 da cui scaturiscono i suoi primi monocromi rossi con una ricerca che si libera dalla grafia e dal disegno caratterizzandosi per l’uso del colore rosso, simbolo del sangue e del fuoco. Il fuoco lo cattura, lo incuriosisce legandolo metaforicamente al Fuoco sacro come atto purificatorio. Aggiunge in seguito fiammiferi, micce e altro materiale esplosivo, nascono i suoi primi libri bruciati.


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Bernard Aubertin, Combustione su carta "Semema", Rosso, Anno, 1990. Dimensioni cm. 100x69,5

A seguire i maggiori esponenti della Pittura Analitica, il linguaggio artistico che segna gli anni Settanta in Italia e in Europa e che indaga gli elementi minimali nella pittura: Enzo Cacciola, Gianfranco Zappettini, Riccardo Guarneri e Giorgio Griffa.

Il genovese Enzo Cacciola espone la prima volta a Genova presso la Galleria La Bertesana concentrando la sua ricerca sulle dinamiche dei rapporti piano - forma- colore. In seguito pone la sua attenzione verso nuovi materiali, la loro matericità relazionandosi con lo spazio. Dopo una breve incursione tra figurativo e concettuale riprende la sua ricerca sulla materia seguendo il suo ritmo interiore con partiture segniche sulla superficie. Se l’inizio fu di matrice geometrica, il seguito della sua ricerca espressiva presenta tutte le caratteristiche della linea analitica aniconica.

Gianfranco Zappettini si distinguerà per la Pittura Analitica più legata all’analisi dei processi operativi e pittorici. Ad essa Zappettini contribuisce con numerosi scritti pubblicati su riviste italiane e straniere (Gala international, Flash Art, Data, Kunstforum international ecc.) e con i quadri "bianchi". “Il pittore genovese parte da una tela preparata al nero e stabilisce un numero determinato di mani di acrilico bianco misto a polvere di quarzo che ritiene necessarie per coprire definitivamente il nero; il colore è applicato con un rullo da imbianchino, in modo da conferire anonimità e meccanicità al gesto; se la copertura del nero è raggiunta prima del numero di mani prefissato, l'opera è da riternersi conclusa”.

Il fiorentino Riccardo Guarneri inizia a dipingere nel 1953, i suoi primi studi sull'astratto si collocano nell'area informale. Del 1960 è la sua prima mostra personale a l'Aia. Nel 1962 comincia ad interessarsi al colore in quanto luce, alla grafia come pittura ed ai problemi inerenti alla percezione visuale: momento in cui segno, luce e colore s’identificano. Nascono i primi quadri chiarissimi in cui lo spazio viene scandito da variazioni luminose e le cui superfici sono trattate prevalentemente a matita. Questi quadri vengono esposti per la prima volta nel 1963 nella personale a “La Strozzina” di Palazzo Strozzi. Dal 1964/65 in poi il lavoro acquista una struttura più rigorosa e geometrica che lo caratterizza lungo tutto il suo percorso.

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Riccardo Guarneri, N. 17-2014 "Con Luci Orizzontali", Dimensioni cm. 95x120

Artista torinese Giorgio Griffa che pur muovendo i primi passi in ambito figurativo in collaborazione con Felice Casorati, già a metà degli anni Sessanta introduce all’interno dei quadri figurativi alcuni elementi astratti, che lo porteranno alla svolta decisiva con il ciclo dei “segni primari” con cui decreta il suo inconfondibile percorso artistico. Nonostante sia sempre stato associato a vari movimenti come l’Arte Povera, la Pittura Analitica o il Minimalismo, il percorso di Griffa rimane più appartato e non inquadrabile in una corrente artistica, ma diviene un suo personalissimo attraversamento artistico. Vive e lavora a tutt’oggi nella città sabauda.

Seguono i nuovi artisti: Ivana Galli fotografa veneziana, in quest’occasione ci propone un’installazione: “L’ultima cena” (2014). Il suo sguardo si concentra sul puro e impuro, sull’era del consumismo, dove ogni oggetto è gettato come se non avesse valore né anima. Imbandisce la tavola utilizzando tovaglioli che hanno un “vissuto”, dove si è raccolta l’essenza del dolore e della gioia di un anno della sua vita. Attraverso un atto di purificazione dona nuova vita ai dodici tovaglioli, apostoli di un nuovo messaggio: mettendo in atto una trasformazione dell’oggetto e del soggetto verso un rinnovato valore materiale e spirituale.

Patricia Glauser artista di origine colombiana ma che da molti anni vive e lavora a Firenze. Patricia plasma forme e figure con tessuti e gessi, prediligendo spesso il bianco puro e totalitario. Una matericità e un cromatismo che veicolano letture e che sono parte integrante della sua produzione, dove la tela s’integra con la forma superando il concetto di supporto. In “Tears”, ovvero lacrime, la bidimensionalità è superata dal volumetrico: i quattro fazzoletti che simbolicamente raccolgono lacrime e dolore, fuoriescono dallo spazio-supporto, dove, il colore bianco cancella il primario significato donandogli una valenza estetico-formale. Il bianco congela, ferma l’istante, lo riscatta dal dolore e lo rende immortale.

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PATRICIA GLAUSER, “Tears” tecnica mista (bianco)

Il vicentino Alberto Pomi fotografo, o meglio, compositore d’immagini: le sue opere vivono al confine sottile che esiste tra la grafica d'autore e, la fotografia artistica. Le radici sono nella scansione prospettica di certa architettura, accennate visioni di orizzonti e scansioni verticali definiscono gli spazi quasi a non voler perdere il legame con il reale, le divisioni non sono perentorie ma diventano sfumate ed incerte, la composizione delle opere e l'equivalenza del segno diviene liquida, il più leggera possibile, visioni di ciò che essi rappresentano, che non hanno né interno ne esterno, ma piuttosto, tra loro, una continua ed inarrestabile confluenza.

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ALBERTO POMI, E-Vento 008, stampa fine Art photo satin 51x50,5

Seguono le sculture dal titolo “Involution” di Emanuela Battista, svettano slanciate nella totale purezza del bianco assoluto. Emanuela vive e lavora a Sperlonga (LT) e la sua fonte d’ispirazione è proprio il mare che le riporta immagini suggerendole emozioni primigenie: la ceramica lavorata sapientemente ricorda nella sua forma semi-circolare la sezione aurea: volendo evocare un rapporto tra macrocosmo e microcosmo, tra Dio e l'uomo, l'universo e la natura in un rapporto tra il tutto e l’uno.

Il friulano Tommaso Pellegrini instancabile viaggiatore ha raccolto in sé diverse esperienze di luoghi vissuti: la Cina, l’America, l’Australia, ricercando e studiando la spiritualità e il misticismo delle diverse culture. Influenzato dall’architettura e dal design, sposta la sua attenzione a scelte stilistiche più essenziali, dove la ricerca dei pieni e dei vuoti non perde mai d’armonia con segni che si delineano sinuosamente, lunghe e slanciate o morbidamente arrotondate. Anche qui i colori caldi s’intervallano al materiale naturale realizzando sculture in legno quale materiale che vive e respira, elemento degli alberi e dei boschi, simbolo della forza generatrice.

Analogamente lo scultore savonese Roberto Scarpone fa del legno il suo elemento principe. I suoi tronchi o radici d’alberi, carichi di vissuto, di storia, di pieghe e nodi, rinviano a forme antropomorfe. E’ un legno lasciato nelle sue forme naturali, scolpito con cura ed adeguatamente patinato che evidenzia le “cicatrici” inflitte dal tempo: molto affascinanti le profonde solcature impresse nella materia, che rivelano i rilievi della corteccia e generano nuove superfici. Scarpone congiunge la materialità della natura con la sua spiritualità.
Barbara Vincenzi


Per Info:
PAOLA MELIGA GALLERY
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Tel.Fax.: 0112079983 |
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Orario mostra: dal mercoledì al sabato 11.00/13.00|15.30/19.30
Martedì pomeriggio dalle 16.00/19.30
Lunedì, Martedì mattina e Festivi chiuso






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