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HETERONYM
Autore: Luca Del Core
Data: 18.06.2015

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Letteratura, filosofia, antropologia.

Un approccio multidisciplinare che l’artista giapponese Satoshi Hirose utilizza per esprimere ed indagare la condizione dell’ uomo moderno, in una società sempre più globalizzata, in cui emerge una interrelazione fra le diverse culture, una contaminazione dei linguaggi, un continuo scambio di idee e progetti.

Tematiche care alla Galleria d’Arte Umberto Di Marino, ubicata in via Alabardieri 1, a pochi passi dalla Riviera di Chiaia, ospita una personale dell’artista giapponese fino al 12 settembre 2015.

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Heteronym, 2015, veduta della mostra, Courtesy Galleria Umberto Di Marino, Napoli, Italy, foto Danilo Donzelli

Approccio filosofico/letterario.

Satoshi Hirose indaga sulle molteplici identità dell’ uomo, avvalendosi nell’ambito letterario degli eteronimi, più volte ripreso dallo scrittore portoghese Ferdinando Pessoa, in cui un autore fittizio nonostante scriva in una dimensione immaginaria o reale, possiede sempre una sua personalità.
L’obiettivo dell’artista, rifacendosi alle “indagini cognitive” della dottrina neoplatonica è quello di trovare un equilibrio tra un microcosmo (l’uomo concepito come un mondo organizzato in sé) ed un macrocosmo (l’universo) attingendo in questa ricerca anche alla filosofia giapponese, con Tama, ovvero la materializzazione dello spirito in forme sferiche.
Un primo contatto “filosofico” avviene seguendo il percorso espositivo della mostra, la prima sala accoglie una installazione,  una serie di sfere realizzate in carta giapponese, pittura acrilica e inchiostro di diverse grandezze collocate sul pavimento rievocano visioni metafisiche, generate dalla staticità delle singole sfere all’ interno di uno spazio bianco di cui non si percepisce il limite.

L’installazione della seconda sala segna il punto di intersezione fra la prima, dell’approccio filosofico-metafisico e la terza, prettamente di percezione sensoriale, materiale e tangibile.

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Heteronym, 2015, veduta della mostra, Courtesy Galleria Umberto Di Marino, Napoli, Italy, foto Danilo Donzelli

Materiali artificiali, pittura a olio, paraffina, colla, in simbiosi ad alcuni elementi poveri offerti dalla Natura, come i legumi, creano su una superficie scura,  una immagine a spirale che rievoca l’Universo, con le sue stelle,con la sua profondità, questa visione innesca nello spettatore una  riflessione nel rapporto tra l’ Uomo e la Natura, tra il Finito e l’Infinito, tra  il Tempo e lo Spazio. Elementi che Madre Natura offre all’ individuo in quanto “seme” della vita, da cui  partire per avere una maggiore consapevolezza delle proprie ricchezze.

All’interno di un parallelepipedo, l’opera intitolata “Mythology of Bean,”sono collocati in sospensione una serie di legumi in resina acrilica, l’artista giapponese in questo caso compie una azione di “ibernazione” o di “sacralizzazione” del prodotto naturale, in quanto ricchezza da preservare in una società sempre più industrializzata.

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Heteronym, 2015, veduta della mostra, Courtesy Galleria Umberto Di Marino, Napoli, Italy, foto Danilo Donzelli

Nella terza sala, invece, alcuni lavori storici di Satoshi Hirose, in questo caso un approccio più pragmatico, come “La casa del limone” opera in cui affiora una pianta di limoni da una struttura in legno, generando attraverso il suo profumo un rapporto sinestetico tra spettatore e opera d’arte.
Stessa valenza per le altre due opere esposte, “Casa del peperoncino” e “Casa del curry” in cui è molto forte la percezione olfattiva di tali elementi.


In copertina: Untitled (tama), 2015 (1991-2015), carta, colla, dimensioni variabili, Courtesy Galleria Umberto Di Marino, Napoli, Italy, foto Danilo Donzelli





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